Lieto disonore

Signori rieccomi, risorto da non si sa quali ceneri, risorto e, si, innamorato. Non come quelle fregnacce che propinavo in passato non sapendo che scrivere dopo una serata a birra calda, sono innamorato sul serio. Ho tatuato un bersaglio sul mio cuore e lascio che il povero vecchio battitempo venga bombardato dai soavi dardi dell’amore.

Che botta di culo, sicuramente non me la merito ma, ehi! è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo.

Keep the faith

Incredibile

Esistono 1000 modi per impigrirsi, io ne ho sfruttati solo due, cazzeggiare al lavoro su facebook invece che scrivere sul mio blog e bere dei campari dopo il suddetto lavoro.

La cosa che mi ha lasciato basito è che le visite sono comunque proseguite, la cosa che mi ha lasciato meno basito è che tali visite fossero tutte ricerche di pornazzi e troie assortite, la cosa che non mi ha lasciato minimamente basito è stata che nessuno mi ha chiesto spiegazioni del blackout creativo o mi ha implorato di tornare a scrivere.

Tutto ciò dovrebbe forse farmi capire qualcosa ma sono troppo pigro per pensarci.

Domani

Sono appena tornato dal red house, piove, tuona, il mio gatto si è appropriato del letto, ho sonno ma ho voglia di scrivere dopo tanto tempo, però non lo farò.

Domani, domani si, al lavoro, come insegna il miglior malcostume italiano.

Notte

Bloggoso

Scusate se non scrivo più un cazzo ma il mio tempo libero è totalmente orientato a Battlestar Galactica. Si, l’eroina in confronto è una caramellina alla menta.
Stamattina, sonnecchiandomela egregiamente in ufficio, sono finito su di un blog che letteralmente debordava visite e commenti. Ero molto perplesso. Perchè? Qual’è il segreto di tale, immane successo? Oltretutto, esplorando i post, non ci capivo veramente un cazzo, si e no una riga ogni tre, il parlato era tutto infarcito di terminologie arcane che un logoro e derelitto ultratrentenne come me non potrà mai lontanamente intepretare. Poi ho visto la galleria foto ed il quadro si è fatto finalmente chiaro.
Facile essere una stella del blog quando sei minorenne, evidentemente bona ed usi termini del tipo “my personal saponetta” per indicare il cellulare e “scuoleggiando” per dire che, boh… fai la troia a scuola?
E dopo un universo fatto di jenitors e lochescion, l’immancabile foto a tette di fuori (o quasi), depressioni da strafiga incompresa, arriva un lungo post dedicato allo Scazzo day, giornata storta, sfortunata, diametralmente opposta alla giornata dritta chiamata, con ogni probabilità,”cazzo day”

Questa mattinata mi sta uccidendo, meno di un mese fa me la svignavo in barca a Po, godendomi l’aria in faccia, il cielo immenso e le isole deserte. Forse ero ai caraibi.

Galactica

Le ferie sono finite più di una settimana fa ma non avevo il coraggio di far nulla tanto ero preso da un oscuro ed abissale sconforto, men che meno riprendere in mano il blog, che, ricordo, serve unicamente per veicolare costruttivamente la mia naturale propensione al cazzeggio durante l’orario lavorativo e che, quindi, in vacanza non ho cagato pari.
Comunque, dopo essermi sparato quindici giorni in barca gironzolante sul Po (fico eh?) sono tornato ad un regime di incolore abbruttimento, qualche sera la passo in casa, qualche altra ad elemosinare Guinness, qualche altra ancora ad importunare giovani ed innocenti fanciulle che, vedendo nei miei occhi il sostanziale fallimento delle loro acerbe speranze, cedono ad una sorta di fascino caritatevole, amandomi. O per lo meno questa è la versione di copertura, che potremmo anche chiamare “versione inventata”.
In ogni caso perchè dovrei parlarvi di questo quando volevo esclusivamente dire che ho scoperto (in realtà è uscita nel 2003) la serie tv remake del mio primordiale amore “Battlestar Galactica”? Ricordate, quella con Apollo?
Beh, che figata, ci sono ancora i Viper Mark II. Uh uh!

Vendetta

Secondo il credo popolare la civetta porta guai, secondo altre culture porta fortuna.

Secondo me, vista la giornata e la serata, di cui non mi dilungherò a descriverne gli amari aspetti, la civetta porta una sfiga del cazzo.

Outlaw d’amour (con civetta)

Ieri sera,

pensieri ansiosi in libertà, paranoie minimali da scacciare come insetti ed ancora, batticuori sordi, respiro lievemente in affanno, incubi in proiezione, probabilmente in arrivo. E Guinness, guinness, guinness a tonnellate, ondate di piena, tsunami di scura a dirotto.
In quest’estate 2008, futuribile, gli avvenimenti tardano a giungere timidi, oppure mi investono brusche sterzate infami e crudeli, a volte vedo il mio cuore sobbalzare e sbandare come un’alfa giulia che scappa da volanti in polizieschi anni 70. Con tanto funky di sottofondo.
Tormentato da questi oscuri pensieri ma sopratutto dalle volanti a sirene spiegate ho deciso di intraprendere il delicato viaggio di ritorno per un’angusta strada di campagna. Ho trovato una civetta ferita che mi osservava con occhi sgranati gialli, incuriosita, come a dire “Cazzo guardi stronzo?”.
L’ho raccolta, poi stanotte ho sognato l’ennesima invasione aliena, dove extraterrestri giganteschi e cattivissimi spazzavano via tutto. Ad un tratto ho visto mia nonna, seduta e sorridente, sembrava in forma, come quando il sabato andavo a pranzo da lei e finito il pasto mi dava il bicchierino d’Averna. Le ho chiesto come mai fosse li ed ho capito che ero morto, gli alieni avevano vinto ed ero stato stritolato o polverizzato da qualche raggio spaziale.
Il paradiso non era affatto male, era praticamente come qui tranne che tutti facevano quel cazzo che volevano. Ricordo che c’erano anche prigioni, non capivo per che reati in effetti ma non erano male nemmeno quelle. Solo che ti sbattevano dentro per 7000 anni.

Ansia, sudori freddi, pelle tesa e traslucida, occhi vitrei, sguardo liquido, spasmi cardiaci, incapacità di fissare i pensieri per più di 4-5 secondi, paranoia sbavante, noia catatonica, attitudine alla rapina ed incubi notturni, per l’appunto.
Sintomi identici

Concludendo

o si proibisce l’amore o si legalizza TUTTA LA DROGA.

La civetta mi guarda, sembra più preoccupata di stanotte ma pare star bene.

POSTILLA

Mentre portavo la civettuola al centro recupero fauna selvatica del wwf, la mia polo filosovietica (la poderosa di qualche post fa) in un impeto di ribellione ed incurante della stazza avversaria ha pensato bene di incornare un SsangYong Rexton grosso come un tir. La civetta non si è fatta male, la polo, malgrado l’indubbia tempra proletaria, si.

Come circondati dall’ovatta

Il processo alle forze dell’ordine, il cui nome è una palese presa per il culo, per gli aberranti fatti del G8 di Genova si è concluso esattamente come ci si aspettava, cioè con un tana libera a tutti.
Sguazzando in uno straordinario vuoto legislativo dato che in Italia non esiste il reato di tortura (curioso data la naturale nostra propensione al farci governare da personaggi quantomeno controversi, il famoso “fascino del fascio”), i giudici hanno decretato che “non è successo un cazzo”

Ed allora visto che nulla è accaduto vi posto qualche stralcio del nulla che si trova a palate su You Tube.

A Zacinto

Il tormentone dell’estate dilaga, dalla ministra Carfagna alle assolate spiagge di Foscoliana memoria, nel 2008 se non succhi un uccello non sei nessuno.

Documentati con l’alto giornalismo di Repubblica

Altro che infradito.

Stakanov 15

Immonda realtà schifosa e maledetta. Come ci siamo malamente ridotti? Costretti a ringraziare il cielo del dono di un lavoro putrido e strisciante. Riesco a pensare almeno a 50-60 cose migliori dello starmene qui, mica cose eclatanti, roba del tipo sprofondarsi su una sedia dell’arci a bere campari con ghiaccio.
Ieri sera ho visto The Future is Unwritten, il documentario di Julien Temple su Joe Strummer. E’ saltato fuori che a metà degli anni 80 anche lui era frustrato, stanco ed insoddisfatto del lavoro.
Cazzo ed era Joe Strummer! E il suo lavoro erano i Clash!
Come dovremmo sentirci noi miserabili mortali?
Si delinea sempre di più l’assoluta impossibilità verso un qualsiasi tipo di redenzione.
Almeno c’è caldo.
Governo ladro.

Per risollevare un minimo le amare sorti di questa desolata mattina vi dedico questa bella foto di Woody Guthrie e della sua celebre “macchina che uccide” (l’adesivo sulla chitarra se non si era capito)